RicercheIntelligenza Artificiale

La bozza di legge sull’intelligenza artificiale: offrire una falsa sicurezza per minare i diritti fondamentali dei lavoratori

1 minuti di lettura

di Miriam Kullmann e Aude Cefaliello

Il paper è in bozza ma merita una lettura.

Ad aprile 2021 la Commissione Europea ha pubblicato la sua prima bozza di Proposta di Regolamento sull’Intelligenza Artificiale (da cui: AI Act). Poiché l’IA nel contesto lavorativo è diventata sempre più importante per organizzare il lavoro e per gestire i lavoratori, la legge sull’IA avrà indubbiamente un impatto sui sistemi di diritto del lavoro dell’UE e nazionali. Uno degli obiettivi della proposta è garantire la “coerenza con la legislazione dell’Unione esistente applicabile ai settori in cui i sistemi di intelligenza artificiale (da cui: IA) ad alto rischio sono già utilizzati o potrebbero essere utilizzati nel prossimo futuro”, che comprende l’acquis sociale dell’UE. Pertanto, la domanda che questo documento cerca di affrontare è cosa significherà potenzialmente la legge sull’IA per i diritti dei lavoratori esistenti poiché derivano dal diritto dell’UE. Il contributo discute l’attuale legge sull’IA come proposta nell’aprile 2021, concentrandosi in tal modo su due aree particolari: il diritto dell’UE in materia di non discriminazione e il diritto dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL), poiché queste due aree sono, più o meno esplicitamente, affrontate come campi giuridici della legge sull’IA. Il documento inizia con la prospettiva del diritto del lavoro dell’UE che influenza lo sviluppo dei sistemi di IA utilizzati nei dipendenti, affrontando in particolare le conseguenze previste per coloro che forniscono sistemi di IA, ovvero i fornitori (sezione 2.). In una fase successiva, vengono identificate le aree in cui il diritto del lavoro dell’UE e l’IA si sovrappongono, considerandolo così dal punto di vista del datore di lavoro, ovvero l’utente del sistema di IA (sezione 3.). Prendendo le due aree specifiche del diritto del lavoro dell’UE, vale a dire il diritto antidiscriminatorio dell’UE e il diritto a un lavoro sano e sicuro, il documento fornisce una prima valutazione di come l’IA Act (potenzialmente) potrebbe influenzare il lavoro e la regolamentazione di esso (sezione 4.). Infine, la conclusione esplora criticamente se e in che misura l’IA nelle situazioni occupazionali richieda un’attenzione particolare (sezione 5.).

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