Ricerche

La nozione di lavoro subordinato nella dir. 2019/1152 e nella proposta di direttiva europea rivolta a tutelare i lavoratori “delle piattaforme”

1 Mins read

di Vincenzo Ferrante, WP C.S.D.L.E. “Massimo D’Antona” 158/2022.

L’Autore analizza le direttive comunitarie e la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE al fine di individuare se esiste una nozione europea di lavoratore “subordinato” e se questa può comprendere anche quelle forme di lavoro, tipiche della gig-economy, in cui non vi è un reale controllo sulla fase di esecuzione del servizio svolto.

La ricerca prende in considerazione in particolare la Direttiva (UE) 2019/1152 sulle “condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione Europea” e la proposta di direttiva “sul miglioramento delle condizioni di lavoro nei lavoratori in piattaforma” 9.12.2021 COM(2021) 762 final, evidenziando come nella prima sia molto chiaro come le norme ivi contenute si applichino solo ai soggetti vincolati da un contratto di lavoro come definiti dal diritto nazionale, tenuto conto della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE. È chiaro che i lavoratori autonomi non dovrebbero rientrare nel campo di applicazione della direttiva 2019/1152, fatta eccezione per il caso del lavoro autonomo fittizio.

La seconda direttiva, invece, prevede un complicato e innovativo sistema di presunzioni giuridiche, ma l’art. 20, comma 2, prevede che “per quanto riguarda i prestatori di lavoro in piattaforma che non hanno un rapporto di lavoro” le disposizioni nazionali più favorevoli ai lavoratori in piattaforma, o che abbiano la finalità di favorire o consentire l’applicazione di contratti collettivi sono ammesse solo “ nella misura in cui tali norme nazionali sono compatibili con le norme sul funzionamento del mercato interno”. Un modo chiaro per dire che solo se il lavoratore è un subordinato la direttiva gli può essere applicata.

La ricerca mira a capire se il legislatore italiano possa decidere unilateralmente di estendere il contenuto della direttiva n. 1152 anche ai lavoratori para (o quasi) subordinati e alle persone la cui prestazione è organizzata da un altro (lavoratori etero-organizzati), due categorie che nella normativa italiana, seppur in modo poco chiaro, sono in vario modo equiparate ai lavoratori subordinati.

Related posts
Ricerche

"Deglobalizzazione": cosa ne pensano i Think Tank

1 Mins read
Home » Ricerche » “Deglobalizzazione”: cosa ne pensano i Think Tank Dopo decenni di crescente integrazione globale, il mondo sta diventando più… Share this: Share on Facebook (Opens in new window) Facebook Share on LinkedIn (Opens in new window) LinkedIn Share on WhatsApp (Opens in new window) WhatsApp Email a link to a friend (Opens in new window) Email
Ricerche

Le condizioni di lavoro al tempo del COVID-19: implicazioni per il futuro

1 Mins read
Home » Ricerche » Le condizioni di lavoro al tempo del COVID-19: implicazioni per il futuro Di Botey Gaude, Laura; Cabrita, Jorge; Eiffe, Franz… Share this: Share on Facebook (Opens in new window) Facebook Share on LinkedIn (Opens in new window) LinkedIn Share on WhatsApp (Opens in new window) WhatsApp Email a link to a friend (Opens in new window) Email
Ricerche

Regolamentare il salario minimo e altre forme di retribuzione per i lavoratori autonomi

1 Mins read
Home » Ricerche » Regolamentare il salario minimo e altre forme di retribuzione per i lavoratori autonomi Di Welz, Christian; Cantero Guerrero, Maria,… Share this: Share on Facebook (Opens in new window) Facebook Share on LinkedIn (Opens in new window) LinkedIn Share on WhatsApp (Opens in new window) WhatsApp Email a link to a friend (Opens in new window) Email

Discover more from Fondazione Antonio Lombardi

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading